cronaca
Foligno, centro storico in agonia? Botta e risposta tra commercianti, Pd e Sindaco
cronaca
Foligno, centro storico in agonia? Botta e risposta tra commercianti, Pd e Sindaco
Amoni attacca, l'opposizione dà la colpa a Zuccarini e il primo cittadino s'infuria:"La colpa è solo vostra"
Il centro storico sta morendo? Appello del presidente di Confcommercio, Aldo Amoni che chiede di capire cosa vogliono fare per il settore terziario l'amministrazione comunale e l’assessorato al commercio. I commercianti chiedeno risposte a una sfilza di proposte presentate sui tavoli dell’Ente di piazza della Repubblica negli scorsi mesi. Azioni, progetti che puntano al rilancio del centro storico, a partire dal suo cuore commerciale costretto a fare i conti con una crisi che si traduce in saracinesche abbassate e cartelli con su scritto “affittasi”. Il sindaco si difende ed elenca i progetti, il PD accusa il sindaco e a quel punto si scatena il botta e risposta.
Qui PD. Foligno sta attraversando una delle crisi più drammatiche degli ultimi anni: 25 negozi hanno chiuso in soli 6 mesi, con ben 110 saracinesche abbassate nel centro storico.Sono numeri che raccontano, più delle parole, la profonda difficoltà in cui versa il commercio cittadino.
Le scuse di Zuccarini
Di fronte a questa emergenza, l'Amministrazione Zuccarini ha risposto con una nota che definire inadeguata è un eufemismo. Invece di assumersi la responsabilità politica della situazione e presentare soluzioni concrete, la Giunta si è rifugiata dietro giustificazioni generiche, attribuendo la crisi a "fenomeni mondiali" e al commercio online, come se questo esonerava chi governa dal dovere di intervenire con politiche attive di sostegno al territorio.
Zuccarini si limita a elencare le iniziative ordinarie
La replica del sindaco Zuccarini si limita a elencare iniziative ordinarie e sporadiche: il ritorno di alcune fiere storiche, aperture domenicali, navette gratuite e qualche mercatino. Azioni benvenute, ma evidentemente insufficienti di fronte a una crisi che ha decimato un terzo delle attività commerciali del centro. Dove sono i progetti strutturali? Dove sono gli investimenti veri per il rilancio? Dove sono le risposte alle proposte concrete avanzate da Confcommercio?
Le promesse elettorali di Zuccarini
Nel mentre i distretti urbani del commercio, che potrebbero accedere a finanziamenti regionali, sono fermi per mancanza della firma del protocollo d'intesa. La cabina di regia promessa in campagna elettorale? Il sindaco ha detto apertamente che "non si può fare". La consulta dell'economia proposta in alternativa? Mai convocata. Il progetto per monitorare i flussi nel centro storico presentato ad aprile 2024? A zero.
La "ricetta"
I problemi di Foligno non si risolvono attaccando chi li denuncia, ma ascoltando e agendo, mentre quello che emerge è un atteggiamento che denota insofferenza al confronto democratico e incapacità di accettare critiche legittime.
La crisi del commercio non è un destino ineluttabile, ma il risultato di scelte politiche inadeguate. Sono molti gli esempi di città che hanno affrontato con successo sfide simili attraverso piani integrati di rilancio, investimenti mirati, ascolto degli operatori economici e visione strategica, come gli esempi portati all'evento per gli 80 anni di Confcommercio Umbria.
Il PD a fianco degli operatori commerciali
Il Partito Democratico di Foligno continuerà a denunciare questa gestione fallimentare e a proporre soluzioni vere per rilanciare la città. Siamo al fianco dei commercianti e di tutti i cittadini che credono in una Foligno viva, sicura, pulita e accogliente. Non basta dire che "si è fatto più che in passato": i numeri della crisi dimostrano che non è abbastanza. È tempo di cambiare rotta, di ascoltare davvero le categorie produttive e di agire con coraggio e concretezza, restituendo speranza e futuro alla nostra città.
Qui Zuccarini. "Trovo davvero paradossale, per non dire assurdo, che oggi, il Partito Democratico di Foligno, dopo averci lasciato in eredità un centro storico agonizzante, abbia scoperto di avere in tasca la ricetta magica per farlo prontamente ripartire alla grande".
Il solito giochetto politico
Si tratta del solito giochetto politico, a dirla tutta nemmeno intelligente e tanto meno originale: cercare di addossare colpe e responsabilità di chi ha sempre governato Foligno, su chi amministra da meno di sei anni, al netto di tre anni passati a gestire con tutte le forze un’emergenza mondiale come quella della pandemia.
La sinistra ha consegnato un centro moribondo
I folignati ricordano bene come ci è stato consegnato il centro storico: perché il paziente sarà pure da ‘rivitalizzare’ ma è arrivato moribondo. Un centro che è stato fatto letteramente assediare, da ogni tipo di centro commerciale di ogni dimensione.
Emorragia di attività fuori le mura
Persino quelle che erano nate come aree industriali e artigianali sono state trasformate in zone commerciali, causando di fatto un’emorraggia di attività fuori le mura, di cui oggi paghiamo irrimediabilmente le conseguenze.
La sinistra chiamava i commercianti "bottegai"
Erano i tempi in cui qualcuno da sinistra, chiamava i commercianti dispregiativamente ‘bottegai’ ed oggi c’è chi vorrebbe ergersi a paladino di vittime di cui è stato colpevole.
La situazione ereditata
Ricordiamo il centro delle fontane rimaste per anni chiuse, con vie e piazze buie, con il degrado de Le Conce, senza bagni pubblici, sprovvisto di un sistema di videosorveglianzaFoligno era come una bellissima casa lasciata al buio, senza bagni, senz’acqua, senza sorveglianza, e assegnata, con scellerati piani di edilizia popolare a una moltitudine di extracomunitari che ne ha stravolto l’essenza stessa.
Altra scelta di cui oggi paghiamo il conto.Ricordiamoci degli operatori della Movida erano arrivati sul punto di ingaggiare vigilantes privati per quanto la situazione era sfuggita di mano, danneggiando l’immagine e l’ecomonia stessa del centro.
E’ vero che la strada non è facile, ma è stata proprio la sinistra al governo per 73 anni, e le sue decennali scelte sbagliate, ad aver infilato il centro di Foligno in un vicolo cieco, dal quale stiamo uscendo grazie a sei anni di lavoro infaticabile.
Zuccarini: "Pronti a collaborare con i commercianti"
Noi siamo pronti a collaborare con gli operatori economici, nella massima apertura e onestà intellettuale, ma non certo ad accettare lezioni da chi è già stato bocciato dalla storia e da chi è la causa stessa dei mali.
I commenti dei nostri lettori
Non è presente alcun commento. Commenta per primo questo articolo!
Dì la tua! Inserisci un commento.