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Cronaca, 11 Agosto 2018 alle 16:02:51

Mostro di Foligno, 25 anni fa l'uccisione di Lorenzo Paolucci: le commoventi parole del fratello Stefano

Il legale delle vittime: 'Su Luigi Chiatti deve permanere la massima attenzione e vigilanza mostrate fino ad oggi dalle Istituzioni'

"Su Luigi Chiatti deve permanere la massima attenzione e vigilanza mostrate fino ad oggi dalle istituzioni". E' Il commento dell'avvocato Giovanni Picuti, legale delle famiglie dei due bambini uccisi, nella giornata che coincide con la morte di Lorenzo Paolucci, la seconda vittima del geometra folignate, conosciuto il mostro di Foligno (la prima vittima, infatti, è stato il piccolo Simone Allegretti, ucciso il 6 ottobre del 1992).


"Fratello mio, è passato troppo tempo ed io ho perso una persona speciale ma eri, e rimarrai per sempre nel mio cuore". Poche ma commoventi le parole postate da Stefano Paolucci sul profilo Facebook, lui che è il fratello di Lorenzo, morto appunto 25 anni fa. "Io non dimentico mai né te, né il tuo splendido sorriso", è scritto, poi, sulla foto che ritrae un sorridente Lorenzo.


Il 28 giugno del 1994, Luigi Chiatti viene rinviato a giudizio. Durante il processo, davanti alla Corte d'Assise di Perugia, presenti i genitori delle vittime, racconta i particolari dei due omicidi. Riferisce della sua omosessualità e dell'attrazione per i bambini. Non mostra segni di pentimento, ma chiede di essere aiutato: "Se dovessi uscire dal carcere - ammette - sarei pronto ad uccidere ancora".


Il 28 dicembre del 1994, la Corte d'Assise di Perugia, esclude vizi di mente e condanna il "mostro" a due ergastoli. La sentenza, però, viene presto ribaltata. Il 10 aprile del 1996, la Corte d'Assise d'Appello di Perugia riconosce la seminfermità mentale dell'imputato e riduce la pena a trent'anni. Decisiva la testimonianza di un compagno di brefotrofio di Chiatti, secondo il quale un educatore li avrebbe ripetutamente violentati: ecco perché sarebbe diventato un pedofilo e un assassino.


Il 4 marzo del 1997, la Cassazione conferma la sentenza d'appello e aggiunge che, a pena espiata, dovrà subire un ricovero forzato, di almeno tre anni, in una casa di cura. E così è stato nel settembre 2015: ha lasciato il carcere ed è stato trasferito in una Residenza protetta, che ha delle particolari misure di sicurezza, nella quale deve rimanere almeno tre anni, come stabilito dai giudici. Poi, verrà di nuovo visto da psichiatri e, quindi, sarà il giudice a decidere se fargli continuare la permanenza della Rems o meno.


"Questi delitti - ha aggiunto Picuti - hanno iniziato un'epoca fino ad allora sconosciuta alle cronache giudiziarie. Dopo gli omicidi del mostro di Foligno le modalità di comunicare gli eventi criminali non saranno più le stesse di prima. L'attenzione dedicata dai media a questi due delitti ha fortemente e per la prima volta inciso sul sentimento e sulle paure della gente. Il tempo vola ma non cancella. Oggi, magari, questi delitti si sarebbero persi tra migliaia e migliaia di tweet per poi essere dimenticati. Il mio pensiero va prima alle giovani e indimenticate vittime, poi ai loro genitori, che ancora vivono nell'angoscia".


 

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