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Cronaca, 05 Ottobre 2018 alle 07:31:25

Il mostro di Foligno e' ancora pericoloso e restera' nella struttura protetta in Sardegna

Lo hanno stabilito i giudici dopo che sono scaduti i tre anni di permanenza in una Rems

Luigi Chiatti, il mostro di Foligno restera' almeno un altro anno nella residenza protetta a  Capoterra, in Sardegna, allinterno di una Residenza protetta: lo hanno stabilito i giudici che hanno prorogato il provvedimento di permanenza nella struttura sarda. 


Luigi Chiatti, nel settembre 2015, infatti, aveva lasciato il carcere, dove aveva scontato la condanna a 30 anni per gli omicidi del piccolo Simone Allegretti di 4 anni, (avvenuta il 6 ottobre del 1992) e del tredicenne Lorenzo Paolucci, ed è stato, quindi, trasferito in una struttura, con particolari misure di sicurezza, nella quale è restato tre anni.


Al termine di questo periodo nella Rems, la pericolosità sociale di Luigi Chiatti (che e stato assistito dall'avvicato  Guido Bacino) doveva essere nuovamente valutata e, come infatti è accaduto, la custodia è stata prorogata e teoricamente, questo potrebbe succedere anche a vita.


Nel 2015, ricordiamo, il tribunale di sorveglianza di Firenze accertò che in Chiatti "non era stato riscontrato alcun minimo atteggiamento di rimorso o di dolore per i fatti commessi" e quindi, era stato deciso il trasferimento in una residenza protetta.


Si era parlato della possibilità di scarcerazione del geometra folignate, proprio il 6 agosto scorso, quando ricadeva, in quella data, la ricorrenza dei 25 anni dalla morte di Lorenzo Paolucci, ricordata, con parole tenere e commoventi, dal fratello Stefano, sul suo profilo di Facebook.


"Su Luigi Chiatti permanga la massima attenzione e vigilanza mostrate fino ad oggi dalle istituzioni",  aveva detto lavvocato Giovanni Picuti, legale delle famiglie dei due bambini uccisi.


In primo grado, nel 1994, Chiatti venne condannato a due ergastoli per il duplice omicidio. La corte d'Assise d'Appello di Perugia riformò la sentenza, dichiarando Chiatti semi-infermo di mente e condannandolo a 30 anni di reclusione.


Nel 1997 la Cassazione confermò la sentenza d'appello, rendendo,  quindi, definitiva la condanna. In tutti questi anni, non ha mai avuto permessi premio. Nemmeno per partecipare ai funerali dei suoi genitori adottivi: dopo la mamma Giacoma, venuta a mancare un paio di anni fa, il 18 agosto scorso, anche il padre Ermanno Chiatti, è morto all'età di 92 anni.


 

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