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Cronaca, 30 Ottobre 2018 alle 16:15:37

Lettera di Chiatti, la mamma di Lorenzo: 'Io non lo odio ma non lo perdono e non deve tornare libero'

L'avvocato Picuti: 'Chi puo' dire che sia pentito o meno? Un tardivo ravvedimento che conferma solo la sua pericolosita' sociale'

"Io non lo odio ma non lo perdono e, soprattutto, non deve tornare libero": Silvana Sebastiani, la mamma di Lorenzo Paolucci, replica così alla lettera con cui Luigi Chiatti ha chiesto "scusa" alle famiglie delle sue vittime. "Non deve tornare libero, per la salvezza sua e per quella di tanti altri bambini".


"Fu lui a definirsi 'mostro' - ha detto ancora la signora Silvana  parlando con l'Ansa. - e a dire nel processo che lo avrebbe rifatto se fosse tornato libero". La mamma di Lorenzo Paolucci ha ricordato come Chiatti sia stato ritenuto anche recentemente "socialmente pericoloso" dai giudici. "Non può essere cambiato - ha proseguito - in questo poco tempo che è passato".
"Io non ho più figli piccoli - ha concluso la mamma di Lorenzo - e non ho nipoti ma lo ribadisco per il bene suo e degli altri bambini: è bene che Luigi Chiatti non torni libero".


"Chi può dire se Chiatti sia pentito o meno? - spiega in una nota l'avvocato che assiste le famiglie delle due vittime, Giovanni Picuti - Quello che rileva non è tanto il suo tardivo ravvedimento, sincero o interessato che sia, ma la conferma della sua pericolosità sociale. E' ragionevole presumere che un criminale seriale possa tornare a colpire anche dopo aver espresso sentimenti di pentimento e di pietà verso le vittime. Abbiamo sempre graniticamente sostenuto la sua piena capacità di intendere e di volere, in altre parole la sua lucidità mentale, requisito quest'ultimo messo in discussione dalla sentenza di appello, che a questo punto torna utile, peraltro, per dubitare dell'utilità delle sue buone intenzioni manifestate attraverso la lettera di scuse. Non si può dare credito alle parole e alle promesse, sicuramente interessate, di un soggetto dichiarato parzialmente incapace di intendere e di volere. Tutte le altre considerazioni le lasciamo al buon senso delle persone ragionevoli".


Luigi Chiatti, nel settembre 2015, infatti, aveva lasciato il carcere, dove aveva scontato la condanna a 30 anni per gli omicidi di Simone Allegretti (avvenuta il 6 ottobre del 1992) e del tredicenne Lorenzo Paolucci, ed è stato, quindi, trasferito in una struttura, con particolari misure di sicurezza, nella quale è restato tre anni.


Al termine di questo periodo nella Rems, è stata valutata, proprio un mese fa, la pericolosità sociale di Luigi Chiatti e la "custodia" è stata prorogata: teoricamente, questo potrebbe succedere anche a vita.
Nel 2015, ricordiamo, il tribunale di sorveglianza di Firenze accertò che in Chiatti non era stato riscontrato alcun minimo atteggiamento di rimorso o di dolore per i fatti commessi e, quindi, era stato decido il trasferimento in una residenza protetta.


 

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