Ex zuccherificio, Filipponi: 'Hanno perso i cittadini e la citta' che da oltre 20 anni aspettano una riqualificazione che si allontana sempre di piu'
La consigliera di Impegno civile analizza la situazione dopo la sentenza del tar e rilancia: 'Ed ora, quali scelte la 'rimpastata' Amministrazione attuera'?'
Stefania Filipponi, capogruppo di Impegno civile inizia la sua nota con un hashtag: "#lerovinedinando", riferendosi alle vicende dell'ex zuccherificio, ed analizza la situazione dopo la sentenza del tar che ha di fatto dichiarato improcedibile il ricorso presentato da Cooop e Gabrielli.
Con sentenza n. 676 del 28 ottobre 2016 il TAR Umbria ha dichiarato improcedibile il ricorso proposto nel 2005 da Gabrielli S.p.A. per sopravvenuta carenza di interesse, essendo decorso il termine decennale di validità ed efficacia del Piano attuativo - approvato il 17 marzo 2005- senza che allo stesso sia stata data attuazione.
A seguito della scadenza di tale termine, non è più possibile eseguire i previsti espropri, preordinati alla realizzazione delle opere pubbliche e delle opere di urbanizzazione primaria, né procedere all'edificazione residenziale per assenza di tale fondamentale presupposto.
Quindi è venuto meno l'interesse del ricorrente all'eventuale annullamento degli atti impugnati.
È stato altresì dichiarato improcedibile ( sentenza n. 675/2016), e per gli stessi motivi, il ricorso presentato da COOP a gennaio 2015 avverso il provvedimento con cui il Comune ha disposto la proroga dell'efficacia della convenzione edilizia di attuazione del piano attuativo.
Il TAR ha compensato le spese, quindi si potrebbe sostenere che nessuno ha vinto e nessuno ha perso anche se, forse, l'esito favorevole può ritenersi conseguito dal privato che dal 2005 si è opposto all'allontanamento del centro commerciale dalle mura e dalla torre dell'Osservatorio.
Sicuramente ha perso la città di Foligno che, da ben oltre 20 anni, per la palese incapacità degli amministratori, è stata costretta a sopportare un simile degrado e che probabilmente ne dovrà attendere tanti altri per una concreta riqualificazione urbana della zona.
I giudici amministrativi non si sono, poi, ancora pronunciati sul ricorso presentato da COOP nel 2013 contro il Comune di Foligno, tendente ad ottenere oltre 10 milioni di euro di risarcimento danni, perché -sostiene la società- l'Ente ha omesso di dare avvio alla procedura di esproprio, impedendo così alla stessa COOP di dare attuazione al PPE e di edificare.
L'auspicio è che alla beffa della mancata riqualificazione delle mura urbiche, non si aggiunga un simile danno.
Ed ora quali scelte adotterà la "rimpastata" Amministrazione Comunale? Riproporrà un nuovo piano attuativo in conformità al PRG, oppure getterà alle ortiche le previsioni di riqualificazione ambientale ed urbana che sono uno degli elementi fondanti dello stesso Piano regolatore?
C'è poi da considerare la attuale normativa sulla sicurezza idraulica, considerato che la zona ricade nella fascia A, ovvero un' area altamente pericolosa in cui non è consentito alcun intervento o, meglio, alcuna attività antropica. Non rimane che attendere gli ulteriori sviluppi di una vicenda tutt'altro che conclusa.
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