Eccidio di Agliano, realizzata dal maestro Armando Moriconi la scultura sulla facciata del municipio

 
 
 
 
 

Campello sul Clitunno, una donazione da parte dell'artista folignate per ricordare il sacrificio dei cinque martiri trucidati dai nazifascisti

 

Finalmente la scultura del maestro folignate Armando Moriconi capeggia sulla facciata del Municipio di La Bianca per ricordare il sacrificio di Bernardino Maltempi, Olivo Dominici, Girolamo Campana, Angelo Petrelli e Francesco Canugi: i cinque martiri trucidati dai nazifascisti nell'eccidio di Agliano e che ora, grazie all'artista folignate, sono ricordati con un'opera davvero suggestiva, donata proprio dall'artista al Comune di Campello sul Clitunno durante una sentita e commovente cerimonia.


Come ha spiegato il maestro Moriconi, l'opera è stata modellata e fusa attraverso otto fondamentali passaggi dell'antichissima tecnica della fusione a cera persa è riuscito a tradurre l'opera dall'argilla al bronzo. Tutto, quindi, "rigorosamente a mano".

"Sono stato contattato dal sindaco di Campello - spiega Armando Moriconi - per la realizzazione dell'opera. All'inizio dovevo realizzarla in ceramica ma poi ho deciso di rendere l'opera "eterna" e, quindi, di crearla in bronzo. E' stata, si può dire, una donazione, dato che ho avuto solo un contributo per coprire le spese. Ma il contesto così importante e toccante per un episodio che fa parte del territorio mi ha fatto partecipare in maniera fattiva al dolore della comunità. Un'esperienza di vita dove la memoria è importante, commovente ed io ho voluto essere lì, con la mia scultura, che resterà per sempre. Sono partito dall'idea del sindaco di raffigurare i volti dei martiri, volti sofferenti ma allo stesso tempo fieri, eroici. Non avevo dei loro ritratti, quindi, l'interpretazione è stata simbolica, soggettiva. L'argilla si è spaccata durante l'essiccamento ed ha creato un effetto marcato e ancora di più suggestivo".

L'opera

"Le opere d'arte vivono e valgono non solo in ragione della loro estetica ma anche in relazione al contesto storico - ha spiegato il professor Enrico Sciamanna illustrando l'opera - La scelta di onorare una data come il 4 novembre con la collocazione di un monumento alle vittime del nazismo significa proporre alla riflessione della popolazione virtù che interrogano sul senso della storia, della guerra, della coscienza civile. La rappresentazione di 5 martiri della crudeltà insensata in un giorno in cui si è soliti commemorare "una vittoria" denota la sensibilità ad un civismo che è quanto mai attuale oggi e sempre, si spera, lo sarà: un manifesto di 110 centimetri x 90 x 35, bronzeo, perciò perenne, all'abnegazione, alla solidarietà a prezzo della vita, alla difesa dell'umanità contro la barbarie; una solenne dichiarazione di assenso da parte di una cittadinanza.

Giusta la scelta di Armando Moriconi di raffigurare i volti dei 5 martiri della vigilia di Natale del 1943, come eroi antichi, senza tempo, le cui sommesse sofferenze silenziosamente erompono dalle labbra dischiuse, dalle palpebre che calano verso il sonno ultimo. Facce create dalla potente eleganza dello scultore che sembrano scaturire da un terroso orizzonte, generate dalla natura, emblemi di forza e di spontanea generosità, di dedizione all'altro. I loro lineamenti fieri, colti nell'attimo che prelude alla fine, incarnano idealmente quelli di tutte le vittime per un fine alto, modelli preziosi di amore per il prossimo.
Compiuti tramite una sapienza artistica senza cedimenti: dal progetto, alla forma, al processo realizzativo lento, minuzioso, controllato, alla gestione dei materiali e dei mezzi di produzione. Il risultato è che la vampa che ha fuso il bronzo sembra incendiare ancora gli sguardi dei soggetti, scalda le loro fronti aperte, brucia lo sfondo da cui prorompono, giunge fino ai nostri occhi e ai nostri sentimenti, interrogando la nostra onestà. Armando ci ha abituato a lavori che addensano in studiate scelte formali, gesti artistici che integrano liricità e epos, sobria raffinatezza e virtuosismo tecnico e qui, nei Martiri di Agliano 1943 2016 si riscontrano molti dei motivi fondamentali del suo modo di agire, con in aggiunta una partecipata interpretazione di un senso civico che si proietta nella storia. Tre ore di terrore in un pacifico paese sperduto tra le montagne".


L'eccidio di Agliano

La mattina del 24 dicembre 1943 una pattuglia di militi della RSI e soldati della Wehrmacht, accompagnati da tre italiani in borghese, sale ad Agliano a seguito di una delazione, avendo avuto notizia della presenza di una radio clandestina e di due ex prigionieri (uno angloamericano, l'altro jugoslavo o greco) fuggiti dalla Rocca di Spoleto la sera del 13 ottobre (durante un'evasione di massa) e lì riparati. Fra le poche case le ricerche sono rapide ma infruttuose, a quel punto le pattuglie si scatenano contro la popolazione. Ciò non avviene in maniera indiscriminata, perché una donna del posto li accompagna a casa Campana (la cui moglie è sua nipote), poi a casa del suocero di Campana, sostenendo che in queste due case avevano trovato rifugio i fuggiaschi. Cinque uomini, di cui alcuni intenti ai lavori agricoli sui campi vicino, vengono prelevati e condotti circa 1,5 km fuori dal paese, in località denominata Montagna Grande (o Focare), ed uccisi. Alcune fonti sostengono che tra i cinque uccisi vi fosse anche un renitente. Venivano fucilati senza alcuna pietà, non badando alle invocazioni ed ai lamenti delle madri e delle spose e dei figlioletti , poco lungi dall'abitato, Girolamo Campana , Olivio Dominici, Angelo Petrell, Bernardino Maltempi e Francesco Canugi. Nulla avevano commesso. Erano dei lavoratori che non conoscevano che la quotidiana fatica e che come ogni buon italiano, attendevano l'alba della libertà. Ed ora le loro facce scavate nel bronzo testimoniano il dolore di cinque martiri trucidati

L'artista Armando Moriconi

Nasce a Foligno nel 1970. Nel 1995 inizia a frequentare l'Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia al corso di scultura sotto la guida del Maestro Edgardo Abbozzo e Bruno Corà. Consegue nel primo anno di Accademia il primo premio di Scultura al concorso "I GIOVANI E L'ARTE" a cura dell'Associazione Antonio Canova'91. Tra i membri della giuria il maestro scultore peruviano JOAQUI'N ROCA REY e il maestro NINO CARUSO. Ottiene nel febbraio 1998 una borsa di studio Erasmus presso l'Universita' di Belle Arti di Barcellona della durata di tre mesi . A Foligno realizza per i Lions Club i rilievi in bronzo per la facciata della casa di accoglienza "G. Palmas". Nel settembre 2000 consegue il diploma di laurea in Scultura presso l'Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia ottenendo il massimo punteggio con lode. Consegue nel maggio 2001 il primo premio di Scultura "Edgardo Mannucci" a cura del Rotary Club International di Arcevia in provincia di Ancona. Frequenta nel mese di Ottobre 2013 il reparto di incisione presso la SVA Visual Art School di New York dove realizza le sue prime incisioni. Di recente ha appena terminato un opera pubblica in bronzo collocata sulla facciata del Municipio di Campello Sul Clitunno in ricordo "Ai Martiri di Agliano". Realizza le sue sculture in marmo, ceramica e bronzo che fonde nel suo laboratorio con l'antica tecnica della fusione a cera persa. Varie sue opere appartengono a collezioni private in Italia in California, New York, Osaka, Londra, Lussemburgo, Spagna, Francia. Partecipa a varie mostre collettive in Italia e all'estero, tra le mostre recenti:
TERRA DI MAESTRI Artisti Umbri del Novecento VI 1981 - 2000 e ultime generazioni, Villa Fidelia Spello 2007.
DIMENSIONI PARALLELE, 2013 Assisi, MINIGALLERY.

OMAGGIO A EMILIO GRECO, Spello 2014.
SEGNI DI FEDE NELL'ARTE CONTEMPORANEA, Museo Capitolare Diocesano, FOLIGNO 2014.

OLTRE LE DIVERGENZE, Arte Contemporanea Al Poggiolo, Pilonico Materno (PG), 2014.
MATERIA e SAPERE 2014, mostra itinerante, Pilonico Materno Campello sul Clitunno, Calcata.
RICOGNIZIONE 2014 - Arte Contemporanea in Umbria,CENTRO ITALIANO ARTE CONTEMPORANEA, CIAC Foligno.
BACULUS 2014, al MUSEO CARADENTE di Palazzo Collicola, Spoleto.
LA FORMA DELL'IMMAGINE 2014-2015 OFFARCH Officina d'Architettura SPOLETO.
OLTRE LA VITA alla Fondazione L'ARSENALE lago di Iseo 05/ 2015
MISERICORDIAE OPERA 2016, Museo Capitolare Diocesano, Foligno.

 


 



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