Festa San Feliciano, il vescovo Sigismondi: I migranti, profughi o rifugiati non sono dei numeri ma delle persone'
Omelia del presule incentrata sull'accoglienza. Domani e dopodomani la fiera
"Nella riflessione sulla questione migratoria c'è posto per tutti: per chi è preoccupato della sicurezza e per chi dell'accoglienza; per chi desidera preservare identità e tradizioni e per chi vede con favore l'incontro delle culture; per chi non vuole mettere in discussione diritti acquisiti e per chi sostiene l'esigenza di una riforma degli stili di vita. Non bisogna mai dimenticare, come dice Papa Francesco, che 'i migranti, profughi e rifugiati, prima di essere numeri sono persone, volti, nomi, storie. Per grazia di Dio pulsa ancora il cuore di un'umanità che sa riconoscere prima di tutto il fratello e la sorella, un'umanità che vuole costruire ponti e rifugge dall'illusione di innalzare recinti per sentirsi più sicura'".
E' uno dei tanti passaggi contenuti nell'omelia che monsignor Gualtiero Sigismondi ha pronunciato davanti ai fedeli durante la solenne celebrazione di San Feliciano. Chiesa gremitissima, quella della procattedrale della Madonna del Pianto per una festa, quella del patrono, da sempre molto sentita dai folignati.
"La moltitudine immensa di persone coinvolte nel fenomeno migratorio - ha detto il vescovo - ci impone di confrontarci sia con la questione dell'accoglienza, sia con il problema dell'integrazione. Il massiccio arrivo di stranieri ha bisogno di essere disciplinato e guidato secondo progetti concreti e realistici di inserimento: la "politica delle migrazioni" deve farsi promotrice di una 'cultura delle migrazioni'".
"Fratelli carissimi, i migranti hanno bisogno di noi, ma anche noi abbiamo necessità di loro in famiglia, negli ospedali, nelle parrocchie, nelle comunità religiose, nel mondo del lavoro, nei sistemi pensionistici che divengono sempre meno sostenibili senza il loro contributo. Studi recenti mostrano l'impatto positivo del fenomeno migratorio sulla demografia e sull'economia. È lecito chiedersi: come stiamo accompagnando sul piano sociale, culturale ed ecclesiale questo evento di così vaste proporzioni? Con un semplice conteggio numerico? 'Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto' (Es 22,20)".
"Fratelli carissimi, questo comandamento antico non ci colga in fallo nel giudizio finale: 'Ero straniero e non mi avete accolto" (Mt 25,43). Il Signore ci chiederà se abbiamo fatto tutto il possibile per lenire la sofferenza di quanti hanno lasciato tre madri: quella che ha dato loro la vita, la madre patria e la madre lingua".
"I migranti - ha terminato il presule - attendono di essere riconosciuti nella loro identità di 'patrimonio dell'umanità'! San Feliciano ci aiuti non solo a dare loro una mano, ma a porgere loro la nostra destra: stringere la mano, guardandosi negli occhi, 'è il ponte umano primordiale, il ponte antisismico più sicuro'".
Mercoledì e giovedi la fiera. Saranno presenti circa 250 operatori alla fiera di San Feliciano, in programma domani,mercoledì 25 e giovedì 26 gennaio.
I banchi saranno collocati, per lo più, nell'area degli impianti sportivi di Santo Pietro. La manifestazione prevede la partecipazione di ambulanti che offrono ai visitatori una varietà di prodotti e curiosità che magari non si trovano nei negozi tradizionali.
Alcuni spazi della fiera sono riservati ai produttori agricoli che mettono in vendita generi derivanti direttamente dalla coltivazione e dall'allevamento del territorio umbro e di altre regioni.
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