Il dipendente assenteista si difende e racconta la sua verita'

 

'Vogliono gettare solo fango su di me. Forse a causa dell'esposto alla Corte dei Conti e delle denunce presentate per mobbing grave e abuso di potere?'

 

"Più che furbetto del cartellino sarei stato l'ingenuo del cartellino, visto che le immagini della guardia di finanza mi ritraevano seduto all'esterno del bar che si trova proprio davanti al Comune. Non sarà, invece, che davo fastidio a qualcuno viste le tre denunce presentate alla Procura di Spoleto per mobbing grave e abuso di potere, con un'ulteriore denuncia alla Corte dei Conti, per aggravio di spesa e disattendendo il patto di stabilità, relativamente alla mia personale vicenda lavorativa, che mi ha visto improvvisamente privato delle mie mansioni possedute, annichilito e, trasferito nella locale biblioteca, senza una specifica qualifica, ruolo e, nè professionalità acquisita?".


Un lungo sfogo quello che Erminio Beltrame, affida ad una lettera inviata alla stampa in cui si difende dalle accuse di assenteista e di "furbetto del cartellino".

Beltrame evidenzia i suoi 39 anni di onorato servizio con numerosi encomi. "Come si può credere che ad un anno dalla pensione, improvvisamente io impazzisca e mi metta a fare l'assenteista, cosa che tra l'altro da me è sempre stata deprecata e stigmatizzata a qualunque livello? Ho sempre dato tanto nel mio impegno lavorativo e, anche di più, spingendomi frequentemente oltre, anche il dovuto orario di lavoro, lavorando e spendendomi di più, ma mai di meno, dando per quanto possibile la mia totale disponibilità a qualunque ora del giorno ed anche della notte, 365 giorni all'anno".

"Straordinari a volte nemmeno trascritti e spesso non pagati - dice Beltrame - effettuati, per dedizione e senso di responsabilità al lavoro, ma anche per esigenze emerse all'ultimo minuto, dove mi si è visto spesso lavorare nelle piazze intorno al Comune di Foligno ed in altri luoghi, della città".

Beltrame ha gestito i Servizi Audiovisivi anche per convegni di carattere nazionale fino a ricevere, "anche tramite l'Amministrazione, formali ringraziamenti per la perfetta riuscita della loro iniziativa".

Ed ancora. "Credo che qualcuno stia tentando di gettare del fango sulla mia persona per motivi a me sconosciuti, probabilmente e, di certo per motivi che esulano dall'effettiva qualità e serietà del mio Servizio, motivi che non hanno niente a che vedere con i fatti che mi si contestano e, che vengono stravolti anche da chi, ha già emesso una condanna pesantissima, ed ancora prima, che ci siano stati pronunciamenti ufficiali tramite la magistratura e, della giustizia, per la quale ho e, ho sempre avuto la massima fiducia".

E parlando delle immagini della Guardia di Finanza, evidenzia come queste "rispondano solo parzialmente a quella che è LA VERITA'. Le immagini dicono che ero seduto ad uno dei tavoli del bar, che si trova a pochi metri dal mio ex ufficio. E' stato però del tutto omesso di chiarire che ero lì per motivi di Servizio Istituzionali (e con numerose testimonianze) nominato dal Comune e per un gruppo politico, (con i relativi permessi per l'effettuazione di questo ruolo per 8 ore al mese) attribuitomi con atti ufficiali da parte dell'Ente, tramite il responsabile dell'Ufficio Personale".

Insomma, nessuna assenza immotivata ma allontanamento per motivi istituzionali. "Oltretutto come si fa a pensare, che mentre ero lì, non ero perfettamente in regola e, potessi sedermi tranquillamente ai tavoli di un bar all'aperto, in vista dei miei colleghi, dei dirigenti e degli Amministratori che passavano, a pochi metri da li, per accedere o allontanarsi dal palazzo Comunale? Più che furbetto del cartellino sarei stato un ingenuo del cartellino, non sono stato ripreso, infatti, al supermercato a fare la spesa o dal barbiere a farmi la barba o a svolgere un secondo lavoro".

"Ma ciò che mi ha colpito maggiormente in questa vicenda, è che sia io, con il mio avvocato, che l'avvocato del gruppo a cui presto assistenza su incarico, ripeto, del Comune, avevamo già chiarito e dichiarato, nel merito, nei mesi scorsi e prima di questa vicenda, alla Guardia di Finanza, i motivi per i quali nell'occasione, che si vede nella ripresa, non ero all'interno del palazzo Comunale, da cui provenivamo e, dove stavo raccogliendo dall'avvocato, delle incombenze da svolgere che ho come sempre, puntualmente svolto".

Racconta della lettera distribuita quel 16 luglio 2015 in Consiglio comunale nella quale Beltrame raccontava "quello che stava avvenendo alla mia persona". E poi il dubbio: "Ora, non posso non domandarmi se c'entra, nulla, il fatto che in epoca non sospetta, antecedente alla vicenda di questi giorni, avevo già presentato tre denunce alla stessa Procura di Spoleto tramite il mio avvocato, per mobbing grave e abuso di potere, con un'ulteriore denuncia alla Corte dei Conti, per aggravio di spesa e disattendendo il patto di stabilità e, relativamente alla mia personale vicenda lavorativa, che mi ha visto improvvisamente privato delle mie mansioni possedute, annichilito e, trasferito nella locale biblioteca, senza una specifica qualifica, ruolo e, né professionalità acquisita".

 "Una cosa è certa se sono antipatico, lo sarò ancora di più. Non accetterò di essere usato come capro espiatorio, né per le mie diverse idee politiche, né per i fatti impropriamente attribuitimi! Cercando goffamente di calunniarmi e diffamarmi, difendendomi in ogni grado di giudizio".


"Concludo ringraziando quanti mi hanno attestato, in tanti, (anche consiglieri comunali) la loro solidarietà e colleghi che si sono anche offerti spontaneamente, di testimoniare a mio favore, anche per vicende antecedenti a quella presente".


 



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