Chiusura del Giornale dell'Umbria, se ne e' parlato a Buongiorno Regione
La vicenda e' stata ripercorsa da Andrea Luccioli, ex cdr del quotidiano che da oltre un anno non e' piu' in edicola. Quaranta le famiglie da un anno in disoccupazione, senza la possibilita' di avere la Cassaintegrazione e nemmeno le loro spettanze
E' stato Andrea Luccioli, ex membro del Cdr del Giornale dell'Umbria, in liquidazione e che da oltre un anno fa - precisamente un anno e due mesi - non è più in edicola, a ricordare la triste vicenda del quotidiano.
"Sono quaranta i lavoratori che da quel giorno sono a casa, c'è una vicenda legale in corso - ha detto Luccioli ai microfoni di Buongiorno Regione, la rubrica del mattino del TGR Rai dell'Umbria che ha effettuato un focus dalla Festa del Giornalismo che si sta svolgendo a Perugia - Il Giornale dell'Umbria è stato dichiarato fallito lo scorso anno a maggio, ma c'è stato un appello a questa decisione. Deve essere ancora fatta la ripartizione dei crediti fra i vari creditori. Soprattutto, c'è un'indagine in corso a seguito di un esposto presentato da noi dipendenti per far luce su alcune situazioni poco chiare riguardo sia la vendita del Giornale che alla gestione che ha portato, di fatto, alla sua chiusura".
I lavoratori sono da un anno in disoccupazione, in quanto la Cassaintegrazione non è stata dall'azienda concessa nemmeno con l'intervento della Regione, e non hanno ancora preso le loro spettanze, come il Tfr.
Una vicenda travagliata e, come ha detto Luccioli, con tanti punti oscuri e con la consapevolezza che la situazione sebbene delicata, poteva essere gestita senz'altro in modo diverso e con minori ripercussioni sulle sessanta famiglie.
La rabbia dei lavoratori - che, ricordiamo, avevano manifestato con cartelli e con la loro presenza sotto gli stabilimenti dell'editore Colaiacov, che ad agosto 2015 aveva ceduto il Giornale dell'Umbria - sta proprio su questo fatto: la possibilità di avere un finale meno traumatico della vicenda se gestita, ripetiamo, in modo diverso.
Il collegamento è stato l'occasione anche per fare il punto sull'editoria in Umbria e proprio Marta Cicci, presidente dell'Asu, a illustrare una situazione definita "drammatica, con tutti i media, sia cartacei che altro, che sono interessati dalla crisi - ha detto - Una situazione di crisi che va evolvendosi in un peggioramento complessivo. Una situazione, che è vero che ritroviamo in altre regioni, ma che nella nostra, così piccola, ha un carattere particolarmente drammatico e che rischia di veder spegnere la propria voce anche nel contesto nazionale".
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