Cavallo del Giotti morto, fioccano le polemiche ma anche le difese
Associazioni animaliste, come previsto, all'attacco: annunciano esposti e denunce e chiedono filmati e sequestro del corpo di Wind of Passion
Come prevedibile, ecco che dopo l'infortunio e la morte del purosangue del rione Giotti, le associazioni animaliste sono sul piede di guerra. Chiedono il sequestro del corpo di Wind of Passion, annunciano denunce, esposti.
Ed è di nuovo bufera sulla Quintana che, ricordiamo, è una delle poche manifestazioni in Italia ad avere un rigido regolamento anti-doping e di salvaguardia della salute del cavallo, una della poche (se non l'unica) ad avere una pista di ultima generazione, una manifestazione che vanta un amore sviscerato per i cavalli che vengono accuditi e amati come dei figli.
Intanto è stata spostata a domani mattina, martedì 20 giugno, l'operazione al cavaliere del Giotti, Massimo Gubbini rimasto ferito durante la corsa quando ha cercato di riuscitre a salvaguardare il più possibile Wind of Passion quando è caduto.
Aidaa (associazione italiana difesa animali ed ambiente)
"Ci sono diversi dubbi sulle cause della morte per arresto cardiaco del cavallo Wind of Passion purosangue del rione Giotti che secondo la ricostruzione ufficiale 'durante la manifestazione di ieri ha riportato una lesione del nodello degli arti inferiori e - sempre il comunicato ufficiale - prontamente ricoverato in clinica dove gli è stato applicato un bendaggio rigido in anestesia totale ed approntata una terapia di sostegno per stabilizzare il paziente per poter procedere con un eventuale intervento chirurgico'. Poi sempre secondo il comunicato ufficiale il cavallo sarebbe morto per arresto cardiaco questa mattina, ieri mattina, ndr) alle 7,15". Molti i dubbi che si stanno sollevando in questre ore, sia sulle cause della morte del cavallo sia sulle regole della Quintana per la verifica delle quali AIDAA ha chiesto da subito una task force congunta dei ministeri della Salute e dello Sport ma non basta. "Vogliamo avere notizie sulle visite pre corsa, per sapere se corrisponde al vero la notizia che stà girando sottovoce secondo la quale questo cavallo era stato già operato e quindi ci piacerebbe sapere se aveva dei problemi e se si come mai ha partecipato alla gara. Inoltre chiediamo che l'autopsia sia fatto da un ente terzo e che si verifichi che questo cavallo non abbia assunto sostanze forse dopanti o che comunque possano aver consorso come concause della morte, ci aspettiamo notizie certe e concrete sul passato veterinario di questo purosangue".
A spiegare che le regole sono un po troppo spinte in avanti è Alice Bistocchi amante ed esperta di cavalli ma sopratutto impegnata nel recupero dei cavalli anche quelli ex sportivi salvati dal macello e dalla soppressione: "Il cavallo purosangue inglese non è idoneo a questo tipo di gara- ci dice Alice Bistocchi - questo infatti è un velocista per antonomasia e quindi ha bisogno di lunghe distanze per esprimersi mentre la Quintana ha un percorso molto breve e con curve insidiose. Non a caso per un certo numero di anni questa razza era stata vietata e in quegli anni venivano utilizzati solo mezzo sangue proprio perchè piu adatti. Secondo - continua Alice Bistocchi - Secondo, la giostra si svolge in tre diverse tornate, ad ogni tornata il cavaliere deve infilare i tre anelli e vince chi non sbaglia ed impiega il minor tempo. Detto ciò non è indispensabile un "record di pista" da battere che invece pare esser diventato l'obiettivo primario di tutti i partecipanti che ad ogni tornata spingono il cavallo alla stregua per ottenere il tempo minore e questo crea dei rischi maggiori".
AIDAA chiede chiarezza fino in fondo e ribadisce anche forte del parere degli esperti un chiarimento fino in fondo di quanto successo appunto con l'arrivo della tasck force dei ministeri della salute e dello sport e con il blocco immediato di tutti i palii e le competizioni in attesa del tavolo che scriva nuove regole per la sicurezza dei cavalli in gare popolari e palii.
Enpa e Ihp
In particolare l'Enpa (Ente nazionale protezione animali) e l'Ihp (Italian horse protection) annunciano un esposto alla magistratura.
"Nei mesi scorsi c'era stata una serrata discussione attorno al possibile ritorno dei cavalli di razza purosangue inglese in queste manifestazioni - spiegano dall'Enpa - Il loro impiego era stato vietato dalla più recente ordinanza del Ministero della Salute, in quanto considerati cavalli troppo veloci e troppo fragili per correre in circuiti come quelli in cui si svolgono palii, giostre e quintane. La decisione era venuta dopo numerosi gravi incidenti accaduti a cavalli Psi (i purosangue inglesi) negli ultimi anni. Di recente Enpa e e Ihp erano venute a conoscenza di insistenti pressioni, da parte di molti organizzatori, verso il Ministero della Salute affinché consentisse una deroga. Con quali motivazioni è mai possibile aggirarla? Semplice: dicendo una colossale bugia e cioè che alcune di queste gare non sarebbero considerabili corse di velocità perché non ci sono più cavalli in pista contemporaneamente. Peccato che il fattore velocità conti moltissimo anche nelle prestazioni individuali come giostra e quintana: basta guardare i regolamenti, dove il punteggio è dato anche dalla velocità, nonché gli articoli e i commenti riguardanti queste gare"
"L'incidente di domenica non è un incidente, ma una morte annunciata e in qualche modo voluta dalla pervicace ostinazione di alcuni a cercare lo spettacolo a discapito della tutela degli animali. Per questo motivo Enpa e Ihp presenteranno un esposto alle autorità per fare luce sull'applicazione di una deroga a nostro parere illegittima e per individuare eventuali responsabilità. Nell'esposto verrà chiesto anche il sequestro del corpo del cavallo e dei video relativi all'incidente. Infatti le immagini, trasmesse in diretta dal sito Ente Quintana e poi misteriosamente sparite, hanno mostrato il cavallo rompersi l'anteriore destro alla penultima curva. Secondo le testimonianze da noi raccolte, la frattura era scomposta con l'arto che penzolava. Per questo motivo i soccorritori si sarebbero premurati di oscurare la vista con un telo e facendo barriera circondando il cavallo.
Wwf
"A memoria d'uomo tanto a Foligno che nel resto d'Italia, non si ricorda un incidente, un VERO incidente, come quello occorso qualche anno fa ad un altro cavallo di Giostra, che finì infilzato a mo' di spiedino, su una bandierina.
Un evento, imprevedibile, imprevisto e inimmaginabile, e fù vera, tragica fatalità. Ecco, sicuramente quell'evento, UNICO nel suo genere, può essere considerato e catalogato come un incidente, VERO!!!
Quando si parla invece, delle troppe numerose morti di cavalli, sia durante la giostra, che durante le prove, (perché nelle morti vanno contate anche quelle meno appariscenti), troppo frettolosamente e per sgravarsi la coscienza in pubblico, questi fatti (a volta sottaciuti), vengono etichettati e catalogati come tragici incidenti, fatalità, morte da evitare, ma così non è!!!
Certo, indubbiamente sono finiti i tempi in cui a causa di una pista malandata a Foligno, ogni 3x2 i cavalli morivano o venivano abbattuti con eccessiva frequenza, la Quintana giustamente allora decise d'investire in sicurezza (riprogettando una pista adeguata), ma anche in trasparenza (con le prove antidoping casuali e al cavallo vincitore).
Ora seppur lo sforzo per eliminare quello che era eliminabile è stato fatto, si presenta un problema collegato, diciamo così un effetto collaterale, la pista!
Questa pista, consente oggi di abbassare notevolmente e ulteriormente i tempi del percorso al galoppo e ai cavalli conseguentemente, ...si chiede di più, si chiede troppo, è inutile negarlo!
I cavalli, seppur amati, vezzeggiati, coccolati, protetti, accuditi dai rionali, oggi tornano di nuovo a morire, vittime incolpevoli di una gara che non prevede seconde posizioni e "...al più bravo tra i bravi..." verrà data gloria, onore ...e migliaia di euro di premio, inutile far finta di no, ... altro stimolo a correre, ad essere primi!
Una soluzione possibile, potrebbe ad esempio essere quella di non conteggiare nelle prime due tornate i tempi, magari introducendo altri penalità o difficoltà, comunque consci che seppur questo, consentisse statisticamente e ragionevolmente di abbattere il numero dei "cosiddetti incidenti", il rischio zero con competizioni che prevedono l'uso di animali non esiste.
E' auspicabile quindi, che una soluzione RAPIDA e praticabile, possa essere trovata all'interno della Quintana (come giusto che sia), altrimenti questa finta maschera di costernazione e ipocrisia, dovrà di nuovo essere tenuta pronta ...per il "prossimo tragico incidente".
Sauro Presenzini
Presidente WWF Perugia
(Quintanaro storico "DOP")
Sul web e, soprattutto su Facebook, sono state tante le prese di posizione e i commenti sul tragico incidente. Non solo critiche alla Quintana, ma anche in difesa dell'operato dell'Ente Giostra e dei rioni. "Nessuno, che non sia in malafede, può affermare che alla Quintana (includendoci tutti quelli che la vivono e ci lavorano) non importi della sicurezza dei cavalli.
"Il cavallo - è scritto in un post su facebook - non è un animale da salotto, non è un animale da compagnia; è un animale a cui piace correre, è nella sua natura.
Se lasci un cavallo in un recinto abbastanza ampio, non lo vedrai brucare l'erba ma correre fino a stancarsi. Un cavallo non può stare a tempo indeterminato nel suo box, va fatto uscire, va lasciato correre, montato o meno. E può farsi male, anche da solo.
L'età per far esordire un cavallo in competizioni ufficiali è due anni. A tre anni qualcuno ha già il destino segnato. A quattro anni ci arrivano in pochi; i cavalli che non hanno mai vinto prendono la strada del mattatoio. Scagliarsi contro la Quintana per presunti maltrattamenti agli animali non è solo un atto di malafede, ma anche di pura e semplice ignoranza".
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