Omicidio Lucentini, Armeni condannato in appello a 18 anni
Sconto di pena di due anni per l'ex militare che aveva scelto il rito abbreviato
Sconto di pena di due anni per Emanuele Armeni, l'ex carabiniere che nel 2015 aveva ucciso, con un colpo di pistola alla testa, il collega, Emanuele Lucentini all'interno della Caserma del comando dei carabinieri di via Garibaldi a Foligno che è stato condannato, così in appello, a 18 anni invece che 20 come avevano deciso i giudici in primo grado.
La sentenza della Corte di Appello di Perugia per l'ex militare (che aveva scelto il rito abbreviato) è arrivata dopo due ore di camera di consiglio.
Armeni (che è rinchiuso in prigione da 2 anni) è stato condannato, quindi, a 18 anni per omicidio volontario visto che sono state escluse le aggravanti della premeditazione. Tesi sostenuta, invece, dal procuratore generale Giuliano Migniniche aveva chiesto un inasprimento della pena con una condanna a 30 anni.
Delusione fra i familiari dell'appuntato Lucentini che non si aspettavano, addirittura, uno sconto ma che il collegio dei giudici valutasse con più severità la condotta di Armeni.
L'udienza di questa mattina, giovedì 3 agosto, è avvenuta a porte chiuse ed è stata caratterizzata dalle dichiarazioni spontanee di Armeni che si è scusato dell'uccisione (avvenuta a maggio di due anni fa) e che ha sottolineato, ancora una volta, come il colpo che ha determinato la morte del collega colpito alla testa dalla mitraglietta M12, sarebbe fuoriuscito accidentalmente.
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