Regolamento movida 'virtuosa', residenti scettici e sul piede di guerra
'Abbiamo presentato diverse richieste, ma nessuno ci ha ascoltato. Alcuni dei punti non ci soddisfano'
Il nuovo regolamento per la movida e, in generale, per tutti gli esercizi pubblici che sono sul territorio comiunale, viene guardato dai residenti, quelli del comparto fra piazza del Grano e via Gramsci con tante perplessità. contestandone alcuni dei principi.
Soprattutto quando nel documento si parla di vigilanza privata e la concessione del "bollino" di esercizio virtuoso se si osservano un certo numero di regole.
"Si fa un regolamento -dicono - e contestualmente nello stesso si dice ‘io ti do un certo numero di regole, se ne osservi almeno tre ti riconosco lo status di esercizio virtuoso....'. Come se sulle tavole dei dieci comandamenti fosse riportato anche un Ps. che recita ‘io te ne do dieci di comandamenti, se ne osservi almeno tre ti do un attestato di benemerenza, altrimenti, fai un po' te, tanto io chiudo un occhio'. E se applicassimo questo stesso principio di discrezionalità anche al pagamento delle imposte comunali, tasse, bollette e al rispetto delle Leggi? Il cittadino, a suo giudizio, paga quel che vuole pagare, se paga tre su dieci avrà anche un attestato di cittadino virtuoso, altrimenti fa niente".
E poi la vigilanza privata. "Il controllo deve essere esercitato dalle Istituzioni, invece viene demandato a chi dovrebbe essere controllato, in pratica i gestori controllano sé stessi?. Molto comodo per i diretti interessati. Comunque, al di là di ogni considerazione e di regolamenti che sembrano cuciti su misura, fortunatamente c'è la legge che rimane, per i residenti, un punto di riferimento certo".
"Oltre a decine di richieste di intervento per un controllo maggiore dei comportamenti tenuti durante le varie serate - dicono - ricordiamo che è stato presentato un esposto con 75 firme per 'molestie e disturbo della quiete pubblica', rimasto, però, senza alcuna risposta da parte dell'Amministrazione".
E poi non scordiamoci il "decalogo" di regole chieste dai residenti al Comune: dalla limitazione di orari per la vendita degli alcolici (con successivi controlli) alla chiusura "certa e rispettata" dei locali, dal passaggio più frequente delle forze dell'ordine alla rivisitazione delle licenze concesse ai locali troppo sottodimensionati nella metratura interna che quindi svolgono la loro attività prevalentemente sulla pubblica via in qualsiasi stagione e a qualsiasi orario, alle sanzioni, ai cassonetti e arredi che debbono stare dentro i locali e non nelle piazze, ai controlli delle varie autorizzazioni.
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