Portalettere con morbillo, i colleghi sorvegliati 'speciali' per due settimane

 

La UslUmbria2 ha attivato il protocollo sanitario previsto in casi di contagio.

 

In relazione al caso di morbillo che ha interessato un operatore del Servizio Postale, il Dipartimento di Prevenzione - Servizio di Igiene e Sanità Pubblica Area Nord, insieme ai servizi territoriali dell'Azienda Usl Umbria 2, ha posto in essere tutte le procedure previste per evitare casi secondari.


E' stata attivata  anzitutto, la profilassi e somministrata la vaccinazione alle persone venute a contatto con la paziente, in particolare i cosiddetti "contatti suscettibili", ossia non vaccinati o che non hanno mai contratto in passato la malattia.

"Già nel pomeriggio di ieri - ha speigato, di nuovo, il dottor Franco Santocchia, responsabile del servizio di Igiene e Sanità Pubblica - è stata attivata una seduta straordinaria finalizzata a vaccinare i colleghi della persona colpita da morbillo".
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"La vaccinazione post esposizione - ha porseguito Santocchia - può infatti bloccare un'eventuale progressione dell'infezione, anche se la sua efficacia tende a diminuire se eseguita dopo 72 ore dal contatto. E' comunque indicata e consigliata in quanto, anche in caso di sviluppo della malattia, non determina alcuna conseguenza".

Il morbillo purtroppo è una malattia molto contagiosa e non sempre si riesce a fare diagnosi precoce in quanto all'inizio si manifesta come una forma simil influenzale e in tale fase i malati possono risultare già contagiosi.

L'intervento di prevenzione attivato dall'Azienda Usl Umbria 2 continuerà per le prossime due settimane, che è il tempo di incubazione della malattia prima della comparsa dei sintomi, con una sorveglianza sanitaria finalizzata all'individuazione precoce di nuovi casi.

Purtroppo la situazione epidemica che sta interessando il nostro Paese ed altri Paesi europei ancora una volta evidenzia che l'unica possibilità di difesa è la massima copertura vaccinale della popolazione.

Tale copertura nel nostro territorio è sicuramente importante (98% nei bambini e negli adolescenti), ma purtroppo non altrettanto elevata negli ultra quarantenni, ed è proprio questo il target che viene colpito.

 


 



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