Campo rom a Sant'Eraclio, chieste la sospensione dell'ordinanza di sgombero e un incontro con il Prefetto
E' l'Associazione Nazione Rom che ha inviato tali richieste.
Un incontro in Prefettura di Perugia con le famiglie Rom e Sinti di Sant'Eraclio. E' la richiesta dell'Associazione Nazione Rom (ANR) alle istituzioni regionali e locali, al Ministero dell'Interno ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha chiesto la sospensione delle ordinanze di sgombero.
"Tra pochi giorni, intere famiglie con minori, rischiano di essere sgomberate dalle proprie umili abitazioni - è scritto nella nota - Presenti sul territorio dalla nascita, cittadini italiani, a cui sono stati contestati alcuni abusi edilizi, commessi su terreni di loro proprietà, vivono in realtà, in condizioni di povertà ed esclusione sociale all'interno di roulotte, container ed abitazioni fatiscenti e malandate.
Soltanto una famiglia con un minore ha avuto la possibilità di essere collocata all'interno di una casa popolare. Per le altre ancora nessuna soluzione ed il rischio di finire in strada, con temperature glaciali e le recenti nevicate che hanno colpito l'Umbria in questi giorni, è molto concreto. Per questo, ANR, richiamando un documento recentemente protocollato al Comitato per l'Ordine e la Sicurezza di Perugia, al Comune di Foligno ed alla Regione Umbria ha chiesto un incontro con carattere di urgenza".
Chiedono di varare un "piano di inclusione sociale" e citano "gli accordi quadro strutturali europei" che, però, farebbero riferimento a città metropolitane e, quindi, Foligno non rientrerebbe fra queste. Parlano di "accordi tra Governo, Regioni, Province ed Enti Locali per la promozione e la diffusione delle ‘linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta in Italia", di "fondi strutturali europei forniti allo Stato Italiano tramite i programmi nazionali e regionali 2014 - 2020, per l'inclusione sociale di RSC, poveri, senza fissa dimora, vittime di tratta e schiavitù, detenuti ed ex detenuti, minori stranieri non accompagnati". Solo per citare alcuni dei suggerimenti di finanziamenti.
La vicenda della demolizione del campo rom va avanti da anni. "Siamo pronti ad incontrare tutti" ha evidenziato l'assessore ai servizi sociali, Maura Franquillo, che nei giorni scorsi aveva evidenziato "come sulla vicenda il Comune aveva "percorso ogni strada possibile per star vicino alle famiglie del campo rom: cercato pure di fare da ‘intermediari' nel trovare appartamenti in cui farli abitare, ma tutte le porte alle quali abbiamo bussato si sono richiuse, senza che nessuno si sia reso disponibile. Ora non ci rimane che informare le famiglie rom su ciò che accadrà fra pochi giorni, cioè la demolizione degli edifici abusivi: ormai è un percorso dal quale non si può tornare indietro".
Insomma, nessuna soluzione è stata individuata fino ad oggi nonostante gli sforzi del Comune che ha cercato di fare da intermediario in questa vicenda. "I servizi sociali incontreranno di nuovo i nuclei rom - aveva aggiunto l'assessore - anche per riuscire a far loro metabolizzare questa situazione e spronarli a trovare soluzioni".
Dei 16/17 elementi che saranno "sfrattati", solo la famiglia con il minore è riuscita a percorrere la strada individuata, cioè avere la casa popolare per la quale avevano già fatto domanda. Gli altri non sono riusciti, né da soli né con l'aiuto del Comune, a trovare un'altra sistemazione. E il tempo stringe: le ruspe non si fermeranno e bisognerà che le famiglie rom riescano a trovare delle soluzioni alternative.
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