cronaca
La rivoluzione silenziosa delle Comunità energetiche rinnovabili
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La rivoluzione silenziosa delle Comunità energetiche rinnovabili
Presentata a Palazzo Mauri la Fondazione Italiana CER, strumento strategico di lotta alla povertà energetica
C’è una rivoluzione silenziosa che non passa dalle piazze ma dai tetti delle case, dai contatori elettrici e dalle scelte quotidiane delle comunità. Una rivoluzione fatta di energia condivisa, collaborazione e territorio.
Ed è proprio a Spoleto che questa trasformazione sta prendendo forma concreta.
Si è svolta oggi, 12 marzo, a Palazzo Mauri, la conferenza stampa – moderata dal direttore di Spoletonline.com Daniele Ubaldi – dedicata alle CER, Comunità Energetiche Rinnovabili, un modello che punta a rendere cittadini, imprese e istituzioni protagonisti della produzione e della condivisione di energia pulita.
Ad aprire l’incontro è stato l’ingegner Simone Basili, presidente della Fondazione Italiana CER, che ha illustrato il ruolo della fondazione nel sostenere e tutelare lo sviluppo delle comunità energetiche, accompagnando territori e amministrazioni nel percorso della transizione energetica.
L’ingegner Francesco Bondi ha approfondito gli aspetti tecnici e normativi delle CER, spiegando come cittadini e imprese possano produrre, consumare e condividere energia rinnovabile generando benefici economici e ambientali per l’intera comunità.
Il dottor Marco Lupo, coordinatore nazionale delegati Assium, ha posto l’attenzione sulla figura dell’Utility Manager, sempre più centrale nel nuovo scenario energetico per orientare utenti e imprese.
Importante anche il contributo dell’ingegner Antonella Badolato, vicepresidente dell’Ordine degli Ingegneri di Perugia, che ha sottolineato la vicinanza dell’Ordine agli obiettivi della fondazione e la volontà di promuovere competenze tecniche e partecipazione attiva.
A chiudere l’incontro l’assessore alla Transizione Ecologica del Comune di Spoleto, Agnese Protasi, che ha ribadito l’importanza dell’autosostenibilità energetica come leva strategica anche per la riconversione del territorio.
La fondazione punterà inoltre su informazione e formazione: dalle scuole, con il progetto Young Tour dedicato allo sviluppo sostenibile, fino all’università, attraverso tirocini e percorsi di tesi. L’obiettivo è ambizioso ma concreto: contrastare la povertà energetica mettendo in rete imprese, consumatori, produttori e persino enti ecclesiastici, per costruire una comunità energetica realmente inclusiva.
Perché la transizione energetica, oggi più che mai, non è solo una questione tecnologica. È una scelta collettiva. E Spoleto ha deciso di iniziare.
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